STORIE D'IMPRESA
I NOSTRI INTERVENTI

Inserimento nell’impresa


Isabel, donna cinquantenne in carriera, gestisce con successo una Agenzia di assicurazioni molto quotata nella capitale. Ha due figli, Saverio (24) e Claudia (21). Entrambi sono laureati. Isabel è divorziata.

La figlia è fortemente intenzionata a lavorare con la madre, avendo appena finito un corso per diventare Agente di assicurazioni.

La madre definisce la figlia matura, determinata e creativa, ma a momenti incostante.

Claudia  ha manifestato il suo desiderio a gestire l’impresa una volta che la madre abbia deciso di cedere il timone. La madre invece ha privilegiato Saverio come destinatario del passaggio generazionale.

Isabel  non desidera molto che la figlia rilevi l’impresa. Nasconde le reali motivazioni con auto giustificazioni di questo tipo: “è un lavoro faticoso che lascia per strada vita affettiva e familiare (il costo emotivo del divorzio)”. In realtà non crede molto in sua figlia, nelle sue doti e nel suo spirito imprenditoriali.

Claudia registra invece ottime performance che derivano dalla sua dote imprenditive e di autonomia, e questo è il fattore chiave che determinerà il suo inserimento automatico in azienda.

 

Di fronte a numerosi dubbi ed incertezze si è rivolta a IURCOVICH per soddisfare i seguenti quesiti:“Come inserire i figli nell'impresa di famiglia” e “Come entrare nell’impresa di famiglia”.

 

Il team di esperti di IURCOVICH, attraverso una diagnosi organizzativa, ha ridefinito lo schema organizzativo dell’Agenzia, individuando nuovi ruoli per i figli e la madre, in modo di ottimizzare le loro competenze e abilità individuali. Questo ha permesso di sostenere il processo  “inserimento nell’impresa” di Claudia e di conseguenza garantire la continuità generazionale dell’Agenzia.

 

 

Conflitto tra i familiari


Giovanni (80 anni) e Maria (75 anni) hanno fondato negli anni 50 una torrefazione di caffè con un marchio riconosciuto a livello nazionale, con il passare del tempo le attività di famiglia si sono diversificate dando origine ad un gruppo imprenditoriale di successo che oggi investe nella ristorazione e nella cultura attraverso la gestione di librerie e attività museali.

Nel gruppo familiare, i genitori ancora gestiscono alcune attività, quindici anni fa è subentrata la seconda generazione nel family business:  tre figli (due maschi e una femmina) tutti sposati e con figli già adolescenti (terza generazione), che lavorano nell’impresa di famiglia con ruoli non chiari e poco definiti.

Il figlio maggiore, su indicazione del padre, è diventato Amministratore delegato e vuole rivedere l’assetto gestionale con i fratelli.  Questo è causa di conflitto tra i familiari (fratelli e cognati) con effetti negativi sulla gestione e sulla crescita dell’impresa.  I fratelli discutono di fronte al personale, e l’immagine che emerge sta logorando il buon andamento dell’impresa.

 

 

IURCOVICH ha sostenuto l’impresa di famiglia effettuando una serie di colloqui individuali con il gruppo familiare sulle seguenti tipologie di servizio: “Affetti, Emozioni e business”, “Organizzazione d’impresa e gestione familiare”, "Divisione e gestione di patrimonio".

 

Il risultato è stato lo separazione delle attività culturali (librerie e attività museali) in una nuova società, delegando la gestione operative e decisionali ai due figli maschi. La figlia con il marito, hanno assunto la gestione delle attività di ristorazione. La torrefazione è anche in mano al secondo figlio. Al fine di evitare problemi di natura successoria, si è proceduto a redigere un Patto di Famiglia con l’accordo  dei due genitori e i tre figli, in modo di fare chiarezza tra la situazione patrimoniale della famiglia, dell’impresa e delle attività future di gestione.

 

 

Ricambio generazionale

 

Due sorelle, Sandra (46 anni) e Mariella (57 anni) gestiscono l’impresa fondata dal padre (87 anni) con il quale continuano a lavorare. Mariella è il Direttore Generale, Sandra è il responsabile amministrativo.

Negli ultimi anni, l’impresa si è affermata a livello internazionale nella progettazione e produzione di treppiedi, carrelli e basi per cineprese.

Pensando al ricambio generazionale e alla continuità dell’impresa iniziano ad emergere alcune problematiche alle quali è necessario trovare una soluzione.

Il fondatore (il padre) è un creativo e non sarà facile sostituirlo, anche perché non si riesce a trovare persone a cui passare “il mestiere”. Inoltre questa creatività si scontra con il modello organizzativo e gestionale intrapreso da Mariella che sta avviando l’impresa verso una crescita di grande dimensioni.

Le due sorelle desiderano incorporare i propri figli in azienda (due figli Sandra e una figlia Mariella di età compresa tra i 22 e i 24 anni), ma non hanno chiaro né i ruoli che questi potrebbero ricoprire ne tantomeno le modalità.  Mariella, si interroga sul futuro, su quando i figli entreranno nell’impresa, se sarà necessario un periodo di “rodaggio”, se potranno insorgere situazioni conflittuali, se l’entrata dei figli rallenterà la crescita dell’impresa o minaccerà l’equilibrio organizzativo e le relazioni con gli altri collaboratori.

 

 

IURCOVICH ha sostenuto l’impresa di famiglia effettuando una diagnosi organizzativa sulle seguenti tipologie di servizio: “Gestione della divergenza tra genitore e figli” e “Separazione famiglia/impresa”. 

 

Il risultato finale è stato la redazione di un Accordo di Famiglia (privato) dove sono stati stabiliti un codice di comportamento che le nuove generazioni dovranno rispettare per garantire la continuità generazionale dell’impresa e per non compromettere gli investimenti finanziari e in opere d’arte che la famiglia ha affidato per la sua gestione alla divisione wealth management di una Banca di primo livello.

 


Trasferimento d’impresa


La falegnameria di Luigi L. nasce nel secondo dopoguerra e ha sopravvissuto ai cambiamenti del mercato nonostante la sua piccola dimensione, che oggi potremmo qualificare come una micro impresa (meno di 9 dipendenti). La gestione dell’impresa e delle attività connesse è ancora oggi affidata ai discendenti di terza generazione del fondatore (due nipoti) i quali, nella consapevolezza e nel rispetto della loro tradizione, cercano di rispondere alle crescenti e diversificate esigenze di una moderna clientela.

Finora i vari passaggi generazionali sono avvenuti nella continuità della tradizione e non nella rottura con il passato. Le modalità gestionali dei vari titolari delle tre generazioni si sono sempre caratterizzate da aspetti culturali contraddistinti da fiducia, familiarità, coinvolgimento relazionale e affettivo.

Oggi l’impresa si sta affacciando alla quarta generazione: gli eredi giovanissimi e prevalentemente di sesso femminile non hanno nessun interesse a continuare l’attività. I due titolari si interrogano sul futuro dell’attività: vendere o trasferire la gestione dell’impresa?

 

IURCOVICH ha sostenuto l’impresa di famiglia effettuando una valutazione stima del valore dell’impresa sulle seguenti tipologie di servizio: “Vendita dell’attività” e “Come trasferire la gestione dell'impresa di famiglia”.